Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

Vi ricordate  “L’uccello nello spazio”di Constantin Brâncusi che Marcel Duchamp cercò d’importare a New York nell’ottobre del 1926 imballato in una cassa e destinato alla galleria Brummer per una mostra? I doganieri lo bloccarono non riconoscendolo un’opera d’arte e qualificandolo utensile da cucina. Il processo  portò poi al riconoscimento dell’opera, ma ciò non ha evitato che poi molte altre opere subissero lo stesso trattamento.

Ora finalmente è possibile far entrare in Italia un’opera d’arte senza “sdoganarla”, grazie a un deposito doganale privato frutto dell’accordo fra ArtDefender e l’agenzia delle Dogane di Bologna. L’area destinata al deposito temporaneo senza limiti di tempo e con la sospensione dei dazi doganali e  dell’Iva all’importazione consente  a chi dovesse far transitare beni estero posseduti – nello specifico solo auto, preziosi e opere d’arte – di farlo con una temporalità aperta. Il deposito è unico sul territorio italiano e rappresenta una novità rispetto ad altri impinti di dposito dove l’obbligo di uscita è di 90 giorni. Non solo, nel deposito i beni possono avere licenza di movimento sul territorio italiano per mostre e restauri.  Il deposito rientra nel progetto di Art Defender di offrire maggiori servizi per la clientela private, non solo di logistica, ma anche di assistenza nelle formalità doganali e ministeriali e di assicurazione con Axa Art. Come funzionerà il deposito?

L’opera che arriva da un paese extraUe dovrà avere un T1, cioè un documento doganale che presenta il transito alle varie frontiere, e la fattura di esportazione dal mittente dal mittente al destinatario e rientrare nella normativa che riconosce l’opera d’arte. Il deposito emetterà un documento doganale di temporanea custodia (A4) a tempo illimitato. Non si tratta di un punto franco, ma di un magazzino doganale privato che consente di far arrivare le opere all’interno del territorio italiano, per farle uscire sarà necessario presentare un documento in Dogana per destinazione definitiva o temporanea dell’opera. Insomma qualsiasi oggetto entrerà nel deposito lì dovrà restare, salvo uscire per precisa destinazione doganale temporanea per restauro o mostra oppure per essere vista e valutata per acquisto in importazione definitiva.