Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

 

Un senso di solidità e di fiducia nei valori del mercato dell’arte impressionista e moderna ha pervaso le vendite newyorkesi di settore di questo autunno, che hanno incassato in totale oltre 640 milioni di euro. A fare la differenza sono stati gli asiatici (con qualche intervento russo), che si sono aggiudicati moli top lot.

Christie’s, 13 novembre

Christie’s si è portata a casa il suo secondo totale più alto di sempre per un’asta serale impressionista e moderna. Il totale di 409,6 milioni di euro, diritti compresi, è stato doppio rispetto alla vendita del 2016 e ha superato , seppur di poco, le stime che erano comprese tra i 307 e i 407 milioni di euro. “Vi farò vedere di nuovo quella cifra”, ha promesso Guillaume Cerutti, direttore generale di Christie’s, alla conferenza stampa di chiusura, in streaming su Facebook Live.

Nel corso di un’asta durata quasi tre ore presieduta da Adrian Meyer, copresidente del dipartimento, sono stati venduti 60 dei 68 lotti in offerta, e in gran parte bene, anche tenuto conto di stime a otto cifre. Lotto di punta era il “Lavoratore in un campo” di Vincent van Gogh (1889), dalla raccolta di Nancy Lee e Perry R. Bass, venduto per 69,5 milioni di euro diritti compresi dopo una contesa tra due offerenti al telefono: il vincitore è stato il cliente in linea con Rebecca Wei, presidente di Christie’s Asia.  L’opera non era garantita, così come non lo era “Contrasto di forme” di Fernand Léger (1913) che, pur non riuscendo a raggiungere ambiziose stime di 55-73 milioni, ha comunque stabilito un record per l’artista con il prezzo finale di 59,9 milioni, di nuovo con un offerente collegato al telefono con la Wei.

Altri record d’asta sono stati raggiunti con René Magritte, Jean Crotti, Suzanne Duchamp, Emil Nolde, Man Ray e d Edouard Vuillard a dimostrazione di un’offerta e di una forte domanda rispetto all’asta equivalente dell’anno scorso. Il fatto che i dieci lotti principali dell’asta abbiano superato i dieci milioni di dollari “sottolinea davvero la forza del mercato” ha commentato Jessie Fertig, responsabile della vendita.

“Christie’s ha avuto una grande serata. Devono essere tutti contenti dei risultati.”. è l’opinione del mercante Baird W. Ryan, della Morgan Walker Fine Art di New York. “La qualità dei pezzi era davvero incredibile”. Ha fatto un’offerta per il monumentale bronzo di Henry Moore “Figura sdraiata” (1982), ed è stata sufficiente. L’opera era passata di mano da Sotheby’s Londra nel febbraio 2010 per (allora) 5,8 milioni di dollari diritti compresi, ma qui ha raggiunto gli 11 milioni di dollari (cioè 9,4 milioni di euro), contro stime di 6-8,5 milioni.

Opere dada e surrealista da un’anonima collezione europea hanno sofferto di un avvio faticoso per poi prendere il volo quando Alexander Rotter, il responsabile di Christie’s per l’arte contemporanea, collegato al telefono con un cliente, è intervenuto con un’offerta da 12 milioni di euro per l’enigmatico  “L’empire des lumiere” (1949) di Magritte. L’opere, garantita, ha raggiunto la stima massima di 15 milioni con almeno cinque contendenti; il prezzo finale di 17,6 milioni con i diritti ha fatto segnare un record per l’artista.

Analogo fervore si è visto per il vivace “Femme accroupie (Jacqueline)” di Picasso (stime da 17 a 26 milioni di euro), UNO DEI TRE GRANDI RITRATTI CHE L’ARTISTA FECE A Vallauris agli izi di ottobre del 1954 della sua musa Jacqueline Roque. L’opera ha avuto tre contendenti che l’hanno spinta fino a 31,5 milioni di euro.

A frenare la corda sono stati una manciata di invenduti, in particolare il “Ritratto di Madame Malpel” di Kees van Dongen (1908; stime da 6 a 8,5 milioni di euro). Invitato a individuare un aspetto negativo, Tom Mayou, direttore della società londinese di consulenza Wentworth Beaumont, ha rilevato , “ una polarizzazione dei risultati, probabilmente: oggi è sempre troppo facile prevedere quali lotti andranno bene o male”. Ma nel complesso, aggiunge, “se fossi dell’altra casa vd’asta tirerei un bel sospiro di sollievo. Il grande punto interrogativo di questa settimana era: “La domanda sarà abbastanza sostenuta da assorbire tutto questo aumento di offerta?”. La risposta, almeno da Christie’s, è stata positiva.

 

Sotheby’s, 14 novembre

 

Sulla scia di Christie’s, la vendita serale di Sotheby’s del 14 novembre ha avuto a suo modo successo, mantenendo alta la fiducia. Priva di un lotto eccezionale da 50 milioni di dollari o più, la vendita ha comunque totalizzato 230,5 milioni di euro con i diritti, una cifra entro le stime che erano comprese tra 173 ne 252 milioni di euro e con una crescita del 71% rispetto all’omologa asta dell’anno scorso, benché non al livello dei 287 milioni di euro del novembre del 2015.

Subito dopo la conclusione, Simon Shaw, il condirettore mondiale del dipartimento di Arte impressionista e moderna, l’ha definita una vendita “terribilmente eccitante”. Il 92% di venduto per lotti, dichiara, “dice tutto quel che c’è da sapere sulla vitalità e la brillantezza di questa tipologia d’arte”.

Un’interpretazione che tuttavia va un po’ ridimensionata alla luce dei 26 lotti, su 64 in offerta, che erano coperti da qualche forma di garanzia o da un’”irrevocabile bid” (sostanzialmente una garanzia prestata da terzi).

I clienti asiatici di Cina, Hon Kong, Taiwan e Giapponehanno avuto un ruolo cruciale, rilanciando con offerte al telefono tramite Patti Wong e Kevin Ching, rispettivamente presidente e Amministartore delegato di Sotheby’s Asiua, e Takako Nasagawa, capo del dipartimento di vendite private. Cinque dei dieci lotti principali, ha confermato Sotheby’s, sono stati venduti a clienti asiatici. Non è stato però questo il caso di “Les amoureux” di Marc Chagall (1928), in prima posizione (a sorpresa), andato a un collezionista al telefono con Irina  Stepanova,direttrice generale di Sotheby’s Russia.  Per 90 anni di proprietà della stessa famiglia e con stime comprese tra i 10 e i 15 milioni di euro, l’onirico ritratto della moglie dell’artista, Bella Rosenfeld, è stato anche inseguito dalla Wong e infine aggiudicato tra gli applaudsi per 24,3 milioni diritti compresi (in dollari, 28,4 milioni). L’opera ha superato di gran lunga il precedente record d’artista di 14,9 milioni di dollari stabilito nel 1990 e l’aggiudicazione è stata seguita un’ora dopo da un’altrea , i 16 milioni di dollari (13,6 milioni di euro) PER “Le Grand Cirque” (1956; stime da 8,5 a 13 milioni di euro).

I lotti con le stime più alte erano opere dei due giganti, Picasso e Monet, che insieme hanno fruttato più di un terzo del totale. La luminosissima opera del francese, “Les Glacons, Bennecourt” (1893), garantita e stimata 15-21 milioni di euro, è andata a un cliente della Wong per 20 milioni. Il dipinto  parte di serie raffigurante la Senna ghiacciata che il pittore eseguì nel gennaio del 1893 e nei quali i toni monocromatici del fiume lo spinsero a nuovi livelli di delicatezza. Degli 11 Picasso in offerta, 10 hanno trovato un compratore quasi tutti vicino alle stime minime a causa del loro soggetto più ordinario. Si distingueva per le inusuali tonalità pastello solo “Buste de femme au chapeau” (1939), un’intrigante miscela di “Marie-Thérèse/Dora” che veniva aggiudicata a un cliente di Shaw per 18,5 milioni di euro. Il dipinto era garantito. Similmente, la sottosezione “Magnificent Gestures”, con 11 opere provenienti dalla collezione di Barbaralee Diamonstein-Spielvogel e Carl Spielvogel, rimaneva al di sotto delle aspettative, totalizzando 11,2 milioni di euro a fronte di stime da 7,8 a 11,5 milioni. “Anche se alla ìfine Sotheby’s ha avuto successo, alla vendita mancava quel fascini necessario a creare vera eccitazione in sala” rileva il collezionista e mercante David Nisinson, citando come esempio di proposta consistente, che ha raggiunto prezzi importanti grazie alla competizione nelle offerte, considerando oltretutto che si trattava di opere su carta, “Femmes, oiseaux,étoiles”, di Joan Mirò (1942, stime da 850mila a 1,7 milioni di euro) dalla collezione Spielvogel, venduto per 3 milioni di euro. “E’ stato un bene che Christie’s sia partita per prima e abbia dato il “la””, osserva Lock Kresler, di Lèvy Gorvy, chesi è aggiudicato per 6,1 milioni uno dei lotti più insoliti, “Port de Cette, Les Tartanes” di Théo van Rysselberghe (1852). Un altro era “Interno con donna al piano, Strandgade 30” del 1901 di Vilhelm Hammershoi, inseguito da numerosi contendenti fino al prezzo finale di 5,3 milioni, il nuovo record d’asta per l’artista danese.