Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

La legge n. 232 dell'11 dicembre 2016 ha introdotto nel Tuir il nuovo articolo 24 bis che prevede un regime fiscale speciale per gli Hnwi (High Net Worth Individuali) che trasferiscono nel nostro paese la residenza, a condizione che per nove anni, nell'arco dei dieci precedenti il trasferimento, non siano stati residenti in Italia.

La nuova normativa è stata, di fatto, ribattezzata "flax tax" perchè consente ai soggetti che hanno i predetti requisiti di optare  per il versamento di un'imposta, sostitutiva dell'Irpef sui redditi prodotti all'estero e delle imposte sui patrimoni esteri, pari a 100.000 euro annui, in misura fissa (flat, per l'appunto).

Ma non solo: in caso di opzione per la flax tax, gli asset esteri di proprietà del "neo residente" donati o caduti in successione durante il periodo dell'opzione sono esenti da imposta di donazione  e da imposta sulle successioni in Italia. Invece, sono esclusi dal regime agevolato i redditi di fonte italiana, tassati, di conseguenza, secondo le ordinarie regole. Così come sono esclusi, nei primi cinque anni di residenza privilegiata, i capital gain su partecipazioni qualificate: e ciò per evitare facili abusi della norma. L'opzione, da esercitare in sede di dichiarazione dei redditi, si rinnova tacitamente di anno in anno e viene meno in caso di revoca espressa ovvero, in ogni caso, decorsi 15 anni dal primo periodo d'imposta di validità dell'opzione.

"Pensata per gli Hnwi con grandi redditi di capitale, la flat tax presenta delle opportunità interessanti anche per i collezionisti d'arte stranieri, che intendano trasferire la loro residenza in Italia" spiega il commercialista Franco Dante dello studio Dante & Associati. Vediamo quali.

"In primo luogo, se la collezione fosse localizzata in stati esteri che non assoggettano a imposizione le plusvalenze derivanti dalla cessione di opere d'arte (ad esempio Svizzera o Monaco) - prosegue l'esperto di fiscalità dell'arte - ovvero almeno quelle realizzate da non residenti (ad esempio il Regno Unito), il collezionista potrebbe, dopo il trasferimento della residenza in Italiae l'opzione per il nuovo regime, comprendere opere d'arte senza che le realtive plusvalenze siano assoggettate a tassazione in alcuno Stato. Anche il rischio che, in Italia, l'attività del collezionista dinamico - troppo attivo - possa essere configurata dall'Agenzia delle Entrate quale attività commerciale o di lavorio autonomo non esercitata abitualmente non si porrebbe, trattandosi di operazioni svolte all'estero". 

I vantaggi sulle donazioni? "In secondo luogo, stante l'esenzione in Italia dall'imposta di donazione (e sulle successioni) degli asset esteri di proprietà del "neo residente" donati (o caduti in successione) durante l'opzione per il nuovo regime, il collezionista potrebbe agevolmente pianificare il passaggio generazionale della propria collezione. Saranno possibili atti di donazione a persone fisiche, così come attribuzioni a trust, in totale esenzione da imposta in Italia. Naturalmente le opere d'arte dovranno restare fuori dal territorio dello Stato almeno sino a donazione avvenuta".

Il nuovo regime ha poi il pregio di assicurare al collezionista una totale riservatezza nei confronti del fisco italiano circa la consistenza della collezione d'arte posseduta all'estero. "Questo perchè, in caso di opzione per la flax tax, non sussiste alcun obbligo di compilazione del quadro RW" assicura Dante. "Inoltre l'interpello preventivo , richiesto nell'articolo 24 bis del Tuir per poter usufruire del regime, è facoltativo e ha esclusivamente  valore probatorio del requisito della non residenza per almeno nove anni nei dieci precedenti l'esercizio dell'opzione. In altri termini, basta esercitare l'opzione in dichiarazione dei redditi e , nel caso in cui si intenda presentare l'interpello preventivo, non è necessario effettuare una disclosure della propria situazione patrimoniale e finanziariaestera, essendo sufficiente dimostrare l'assenza di legami personali, familiari ed economici con l'Italia nel corso dei nove anni precedenti il trasferimento".

"Da precisare, infine, che possono accedere alla flax tax anche i soggetti effettivamente residenti in Stati black list cui si applica la presunzione di residenza in Italia (ad esempio, Svizzera e Monaco). Con il che, anche i collezionisti, cittadini italiani e residenti in tali Stati, possono optare per il nuovo regime al momento  del rientro nel nostro paese, lasciando le collezioni all'estero e gestendole senza aggravi di imposta sino a quando esse abbiano raggiunto la loro destinazione finale" conclude Franco Dante.