Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

L'arte e i collectible come alternative investment e i servizi ad essi collegati sono sempre più richiesti dalla clientela delle divisioni wealth managment delle banche, secondo l'ultimo sondaggio dell'"Art & Finance Report 2016" realizzato da Deloitte e ArtTactic, giunto alla quarta edizione. L'indagine mostra infatti un significativo aumento del numero di wealth manager (dal 55% del 2014 al 78% del 2016) convinti che l'arte e i collectible dovrebbero essere inclusi nell'offerta di wealth management.

La riserva di valore


Tutto questo è determinato anche dalla ricerca di nuove opportunità d'investimento: il 49% (in crescita del 34% del 2014) dei gestori sostiene che l'attuale situazione economica ha fatto sì che i clienti siano alla ricerca di nuove opportunità d'investimento e tra queste l'arte e i collectible, quale conseguenza della crescente volatilità dei mercati finanziari globali e dell'incertezza geo-politica. Non si esclude che questa percezione sia stata rafforzata  dal boom del mercato dell'arte sperimentato dal 2009, e dalla "riserva di valore" delle opere di elevata qualità e dei collectible, nonostante il rallentamento apparente del mercato dell'arte registrato negli ultimi sei mesi.

Questa nuova e importante tendenza in atto indica la volontà di affrontare la natura complessa di questo mercato per soddisfare le esigenze dei clienti e istituire una relazione tra l'industria del wealth management, i collezionisti e i professionisti dell'arte.

Il livello di attenzione sul tema è infatti cresciuto, rispetto al primo report del 2011 il campione dei partecipanti all'"Art & Wealth Management Survey" è passato dalle 17 banche private  (comprese Polonia e Spagna) nel 2012. Nel 2014 l'indagine ha incluso 35 banche residenti in Europa, Stati Uniti e Asia oltre a 14 family office (Europa e Stati Uniti) per giungere nel 2015 a 53 private bank (sei new entry da Dubai) e 14 family office (8 nuovi dagli Usa).

Arte, Investimento e Informazione


Pur confermando che l'acquisto di un'opera per la maggior parte dei collezionisti (72%) avviene per passione, non si esclude il fine dell'investimento. l'effetto combinato del beneficio emotivo di possedere una collezione e il potenziale di rivalutazione o della protezione del capitaleinvestito nell'arte, rappresentano la motivazione principale per la maggior parte dei clienti private. Il sondaggio ha rilevato che il 73% dei gestori patrimoniali (58% nel 2014) ha dichiarato che la clientela chiede di inserire l'arte e gli altri beni da collezione nei report patrimoniali periodici, al fine di avere una visione integrale della ricchezza posseduta. Tuttavia le divisioni di wealth management non sono ancora strutturate per offrire questa tipologia di servizi, poichè sono concentrate ancora su un'offerta di gestioni patrimoniali tradizionali.

Chi risponderà alla clientela che chiede servizi legati all'arte? Chi prima arriva guadagnerà la posizione di leadership. Ma quali sono i servizi richiesti?

La valutazione delle opere , la gestione delle collezioni e, soprattutto report periodici d'informazione e analisi del mercato dell'arte. In particolare, il 75% dei collezionisti e il 67% dei professionisti del mercato dell'arte sono convinti che i servizi d'informazione e ricerca sul mercato debbano essere offerti dalle banche e dai family office. L'importanza del servizio di analisi del mercato dell'arte è confermato anche dal 73% dei gestori. Questo non significa che i wealth manager debbano offrire servizi di valutazione in-house, ma potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nel garantire e fornire informazioni eque, imparziali e valutazioni accurate.

Gli art fund non decollano

Nonostante l'appetito per i prodotti di art investment, dal report emerge l'atteggiamento cauto dei wealth manager per lo sviluppo dei fondi d'investimento in arte: solo il 10% (in calo dal 20% del 2014) dei gestori patrimoniali, il livello più basso dal lancio del rapporto "Art & Finance" nel 2011, crede che il settore dei fondi in arte si espanderà nei prossimi due o tre anni. Al contrario, il 62% dei professionisti dell'arte  e il 66% dei collezionisti ritiene possibile tale espansione nei prossimi due o tre anni. Tra i professionisti dell'arte, solo il 34% (in calo dal 41% del 2014) sostiene che il fondo d'arte sia un servizio che le gestioni patrimoniali  dovrebbero essere in grado di offrire. Ma qual è la fotografia del comparto?Deloitte-ArtTactic stimano prudentemente nel 2015 le masse gestite in artfund  intorno a 1,20 miliardi di dollari, in calo rispetto a 1,27 miliardi del 2014 e a 1,46 nel 2013. Si è registrata una crescita moderata nel reperire capitali per questi veicoli negli Stati Uniti e in Europa (scesi dal 23 del 2011 a 20 del 2015). Il calo del patrimonio gestito da questi fondi è in gran parte effetto del rallentamento della Cina, dove il numero di veicoli è sceso dai 60 del 2011 ai 34 del 2015. Per i gestori un mercato non regolamentato, o solo a livello nazionale, così come la mancanza di trasparenza - che dà adito a manipolazione dei prezzi, conflitti d'interesse e commissioni alte - e l'assenza di standard internazionali di valutazione e autentica rimangono i principali ostacoli all'inserimento dell'arte nell'offerta dei servizi d'investimento.