Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

 

Prosegue fino al 3 aprile, al Mart, per la cura di Alessandra Tiddia, la mostra "La coscienza del vero. Capolavori dell'Ottocento. Da Courbet a Segantini", che indaga su come i pittori dell'Ottocento svelarono il rapporto tra rappresentazione e realtà nel periodo che va dal 1840 al 1895, anno della prima Biennale di Venezia. Il centinaio di opere esposte (dipinti, sculture, disegni e numerose foto d'epoca), provenienti da collezioni pubbliche e private, è inserito nella suggestiva cornice di alcune sequenze del film "Senso" di Luchino Visconti, ambientato nella Venezia del 1866. Il dualismo fra percezione del vero e illusorietà della visione è il tema che lega le opere, esposte in un allestimento tematico, di artisti quali, tra gli altri, Courbet, Segantini, Hayez, Boldini, von Lembach, Bianchi, Prati, Tominz e Mariani. Con il Realismo l'arte si emancipa dagli ideali classici e romantici, la società e la natura possono essere contemplate e rappresentate con occhi nuovi, grazie anche all'invenzione della fotografia. In contemporanea due delle quattro gallerie del museo ospitano, a rotazione, le opere della duplice mostra "Le Collezioni. L'invenzione del moderno. L'irruzione del contemporaneo" in un allestimento cronologico  e tematico curato da Gianfranco Maraniello, Daniela Ferrari e Denis Isaia. "L'invenzione del moderno" si snoda attraverso due itinerari paralleli: il Futurismo con i suoi protagonisti e opere di inizio Novecento basate su "una dimensione trascendentale" dell'arte, di artisti quali Martini, Campigli, Carrà, Casorati, de Chirico, Morandi e Sironi. Al secondo piano il focus sul contemporaneo si concentra sulle vicende dell'arte in Italia a partire dal secondo dopoguerra, per poi spostarsi negli Stati Uniti e finire con la caduta del blocco sovietico  e l'esplosione della globalizzazione, anni in cui i percorsi artistici si fanno sempre più individuali  e basati sulle diverse tradizioni culturali.