Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

L'ipotesi di uno slittamento, a sanzioni immutate, di tre mesi fino al 31 dicembre all'accesso alla voluntary disclosure potrà forse dare qualche possibilità anche a chi sta pensando di far emergere le opere d'arte. Secondo quanto risulta a Plus24-ArtEconomy24 le principali banche e fiduciarie, focalizzate nell'art advisory, non hanno sino ad oggi avuto incarichi dai loro clienti, con pochissime eccezioni. Ciononostante il tema è caldo per chi detiene opere all'estero non dichiarate dal 2009 nel quadro RW della dichiarazione dei redditi. L'omissione espone il collezionista a sanzioni che vanno dal 3 al 15 per cento del costo, cioè del valore delle opere, per ogni anno di omessa indicazione nel quadro RW. Ciò detto e fermo restando che in questi anniil mercato dell'arte è stato particolarmente liquido e gli italiani sono stati attivi negli acquisti sulle piazze internazionali, come a Londra nelle Italian sale, occorre fare qualche riflessione  su come la regolarizzazione fiscale non emendi anche i possibili reati legati alla normativa sulla tutela e sulla circolazione, come ha spiegato l'avvocato Giuseppe Calabi dello studio legale CBM&Partners nel convegno di mercoledì scorso organizzato da Finarte presso Open Care a Milano. La voluntary disclosure restituisce alle opere acquistate con denaro non dichiarato - operazioni frequenti in piazze svizzere, lussemburghesi e monegasche - il titolo di proprietà e quindi la scambiabilità. Del resto lo scambio d'informazioni internazionali diventerà automatico, sarà lo standard internazionale per la lotta all'evasione e al terrorismo e il collezionista per vendere le sue opere dovrà essere in regola con le norme sul monitoraggio fiscale e l'antiriciclaggio.

"Per inserire le opere nel monitoraggio bisogna valorizzarle, in primis al costos storico, quando c'è un certificato d'acquisto - spiega l'avvocato Carlo Romano, partner  Pwc's Tax litigation in practice - in subordine è possibile inserire il valore normale determinato dal costo peritale o, se c'è, dal valore scritto in polizza (meglio se a stima accettata). "Attenzione però - avverte Alessandro Guerrini di OpenCare - il valore assicurativo rischia di essere penalizzante per il contribuente, poichè il valore cosidetto di "rimpiazzo", cioè comprensivo di eventuali costi d'acquisto, può essere superiore del 30 per cento o addirittura del 50 per cento ai valori di mercato". Forse è più opportuno ricorrere all'aiuto di un perito e ricercare insieme un fair value. Non solo Guerrini suggerisce, se non si è fatta all'acquisto, di svolgere una due diligence: "La voluntary disclosurenon copre le violazioni delle norme previste dal Codice dei Beni Culturali, i reati connessi all'esportazione clandestina delle opere o tanto meno i reati connessi al furto o alla ricettazione delle stesse o al riciclaggio. Tali fattispecie sono relativamente rare quando gli acquisti sono stati perfezionati nei canali ufficiali come case d'asta o gallerie; appaiono al contrario più probabili quando le opere sono acquisite da privati non referenziati o da dealer. Rischio che cresce nel collezionismo di beni archeologici".

Diversi profili di reato anche penali coperti dalla voluntary che emendano l'acquisto successivo del bene: "Con la positiva conclusione della procedura - spiega l'avvocato Luca Troyer dello studio TB Law Troyer Bagliani Associati - il collaborante diviene non punibile per i seguenti delitti: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti o mediante altri artifici; dichiarazione infedele; omessa dichiarazione; omesso versamento  di ritenute certificate e Iva. Sempre nel limite dell'imponibile, delle imposte e delle ritenute che sono state oggetto della collaborazione! Ma altri reati restano fuori" avverte l'avvocato: si va dall'appropriazione indebita alla ricettazione, dalle violazioni in materia di alienazione di opere d'arte alla contraffazione di opere e al trasferimento fraudolento di valori. E il nuovo reato di autoriciclaggio attende una interpretazione giurisprudenziale. "Se l'acquisto di un'opera con denaro proveniente  da delitto fiscale verrà considerato investimento" e non "utilizzo personale" potrebbe ricadere nel reato di autoriciclaggio con reclusione da 2 a 8 anni" conclude l'avvocato Troyer.