Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

Trieste. Che cosa accomuna il destino di Ippolito Caffi (1809-66), irrequieto e temerario pittore bellunese, geniale inventore di spettacolari scene notturne in cui il buio si accende e brilla di fuochi, e Massimiliano d'Asburgo, viceré del Lombardo-Veneto e ammiraglio della marina austriaca che a Trieste, sullo sperone carsico a picco sul mare, si costruisce il Castello e il parco di Miramare, tutto scorci ed effetti di luce tra natura e artificio? Il gusto del sublime, le suggestioni e le inquietudini del viaggiare che, l'uno con la pittura e l'altro con le parole (Massimiliano scrive pittoreschi diari di viaggio), sanno raccontare. Si incrociarono in vita quando a Caffi fu chiesto di documentare l'accoglienza preparata al viceré per il suo notturno arrivo a Venezia (ne nacque il quadro conservato a Miramare), si riscontrano idealmente  oggi nel castello triestino dove Annalisa Scarpa, studiosa di riferimento per il pittore e curatrice della mostra "Ippolito Caffi. Dipinti di viaggio tra l'Italia e l'Oriente", ha riunito fino all'8 dicembre una quarantina di opere provenienti dai Musei Civici veneziani. La mostra vuol essere preludio e prologo per l'evento che il prossimo anno celebrerà Caffi nel 150esimo anno dalla scomparsa e che presenterà al pubblico il corpus di lavori (dipinti e disegni) regalati ai Musei Civici veneziani da Virginia Missana, vedova del pittore morto nella battaglia di Lissa sulla nave ammiraglia "Re d'Italia" quando, reporter di guerra, documentava gli eventi bellici al seguito dell'esercito. Venezia con le sue feste e serenate notturne, Roma con i suoi carnevali e chiari di luna, Atene  con i panorami dell'Acropoli e del Partenone, Costantinopoli con il bazar, Alessandria d'Egitto e le carovane, il Cairo con il vento Simùn nel deserto, Gerusalemme e Hierapolis, tutte tappe di un itinerario denso di fascino che guida alla conoscenza di vita e opere di un pittore che trasforma la veduta in scenografico panorama.