Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.


Trasferire le opere d'arte all'interno del nucleo familiare del collezionista richiede attenzione. In molti casi il passaggio di padre in figlio aviene per mezzo di una donazione con un atto pubblico che documenti il passaggio di proprietà, non essendo sufficiente una scrittura privata. Se la donazione è effettuata a favore del figlio chiamato a succedere al padre collezionista, non vanno trascurate le implicazioni dell'atto di liberalità sulla futura successione: se il padre nulla avrà precisato nell'atto di donazione, quanto ricevuto in vita dal figlio sarà considerato per legge "un anticipo" di successione. Nell'attivo ereditario sono compresi denaro, gioielli e mobilia, compresi i beni culturali non vincolati. La fiscalità italiana è vantaggiosa: il patrimonio devoluto agli eredi all'atto del decesso è asooggettato a tassazione con aliquote variabili in funzione del grado di parentela. Le aliquote partono dal 4% sul valore complessivo dei beni ereditati che eccede la franchigia di un milione di euro per ogni erede se sono il coniuge o i parenti in linea diretta, con un indubbio vantaggio fiscale se il valore di mercato delle opere è superiore.