Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

Intervista a Giancarlo Meschi, Presidente Finarte

 

L'arte torna sugli scudi da Finarte. Sei nuovi soci hanno acquistato il marchio della casa d'aste milanese fondata nel 1959 dal banchiere Gian Marco Manusardi e presieduta fino al 2001 da Casimiro Porro. Nessun rimando alla società dichiarata fallita nel marzo 2012, ma piuttosto la volontà di riprendere le attività nel solco del modello di prestigio ispirato al lavoro svolto da Finarte, che già nel 1961 batteva le opere della collezione Estorick di Londra e nel 1990 raggiungeva, al massimo del suo successo, un giro d'affari di 150 miliardi di lire.

Il marchio Finarte rilevato da un gruppo di nuovi soci fa capo a Rolando Polli, ex chairman di Mc Kinsey & Co, Diego Piacentini, senior vice presidente di Amazon, Giancarlo Meschi, con un passato di amministratore in Apple Italia, nominato presidente della nuova Finarte; Attilio Meoli, tra gli anni '80 e '90in Finarte e oggi ad della nuova casa d'aste, Marco faieta, già gruppo Finsider, e Simona Valsecchi, fiscalista. I partner, ognuno con il 16,6% di quote, hanno costituito nel maggio 2014, Finarte srl, con un capitale iniziale di 10.000 euro. Di qualche settimana fa invece, la deliberazione in Spa con l'aumento di capitale, di cui già in esecuzione la prima tranch, di 600mila euro.

La nuova Finarte nasce all'inizio del marzo 2014: Attilio Meoli chiama Giancarlo Meschi, da anni collezionista, per comunicargli che il 31 marzo 2014 si chiudeva la raccolta di offerte vincolanti disposta dal Tribunale per la rilevazione di marchio Finarte. "In pochi giorni abbiamo messo inn piedi una cordata di investitori e abbiamo acquistato il marchio" riferisce Meschi.

Già previsto "l'aumento di capitale per i sottoscrittori terzi, fino a un milione di euro con sovrapprezzo, entro la primavera 2015. Break even, invece nel corso dell'esercizio 2016. Come obiettivo di medio periodo, la quortazione in Borsa da effettuarsi entro i prossimi tre-quatro anni" riferisce Meoli.

Chiara la mission della nuova Finarte: "Diventare la vetrina globale della migliore arte italiana, puntando su nomi di autori già ascritti nella storia dell'arte, ma meno sfruttati dal mercato e, comunque distanti da quel segmento definito nelle "italian sales" londinesi" aggiunge Meschi. Di fascia alta i prezzi delle opere, da collocare entro un valore prossimo ai 500mila euro, con la presenza minima di lotti con quotazione intorno al milione. Mentre le vendite, per scelta, saranno caratterizzate da un numero limitato di lotti. Quattro i generi su cui si concentreranno le offerte: contemporaneo, fotografia, '800, e arte antica.

"Su questi segmenti pre sidieremo direttamente con la nostra struttura di management " spiega Meoli, "mentre su due settori outsider, il design e l'arte tradizionale extraeuropea (India e Africa) opereremo in partnership con due operatori specializzati del settore di cui ora non possiamo ancora rendere noti i nomi" conclude l'ad. Attesa per la prima asta, entro l'ultima settimana di ottobre , dove Finarte partirà con una live auction (con apertura di bid on line). Entro il 2016 invece sarà operativo il comparto delle aste on line.