Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

I wealth manager sono sempre più consapevoli che nelle grandi ricchezze le collezioni occupano un valore.

COLLEZIONISTI ESIGENTI

E oggi la maggioranza dei collezionisti (76% contro il 53% del 2012) compra arte per passione come una volta, ma anche con una prospettiva d'investimento con un focus sugli aspetti d'investimento:valori economici e possibili rendimenti dell'arte. Infatti il 50%  dei family office intervistati considera l'arte uno strumento di diversificazione in un portafoglio bilanciato. D'altro canto, se negli ultimi anni si è registrato un interesse da parte dei gestori all'idea d'includere l'arte nella gestione dei  patrimoni (non in Italia), ora tuttavia i gestori sono consapevoli delle difficoltà e dei limiti legati a questo mercato poco regolamentato, poco trasparente e avaro di informazioni.

Come, allora, il gestore può offrire al suo cliente un servizio dedicato all'arte?

Certamente non deve indossare i panni dell'art advisor. Solo il 30% dei collezionisti richiede tale servizio alla propria banca poichè hanno già una loro rete di gallerie, case d'asta e art advisor, invece ricercano servizi di valutazione, ricerca e informazione e una posizione di neutralità rispetto al mercato dell'arte.

REPORT E PIANIFICAZIONE


Detto questo, il 71% dei family office intervistati e il 52% delle private bank chiedono l'inclusione dell'arte e dei beni da collezione nei loro wealth reports, in modo da avere una visione consolidata della loro ricchezza. Cresce anche la domanda di pianificazione successoria sia da parte dei collezionisti (57% dal 42% nel 2012) che dei professionisti dell'arte (57%, dal 32% nel 2012): l'88% dei family office e il 64% delle banche private dichiara che la pianificazione degli asset  sarà un focus strategico nei prossimi 12 mesi. I wealth manager sono chiamati a rispondere anche alle crescenti esugenze di pianificazione immobiliare dei propri clienti, settore nel quale talvolta sono compresi arte e beni da collezione, con particolare riguardo alla valutazione, fiscalità, eredità e pianificazione successoria. Cresce anche la domanda di servizi legati alla filantropia e alle donazioni individuali (42% wealth manager), servizi richiesti non solo dai collezionisti, ma anche dagli artisti e dai loro eredi: nel 2010 le fondazioni d'artista negli Usa hanno riportato asset aggregati pari a 3,48 miliardi di dollari, di cui 1,99 miliardi in arte: l'83% in più del 2005. Non ultima la domanda di art secured lending: nel sondaggio il 48% dei collezionisti utilizzerebbe la propria collezione a garanzia di un prestito (erano il 41% nel 2012). Mentre il 41%degli operatori nel mondo dell'arte e il 28% dei collezionisti ritengono che un fondo di investimento in arte dovrebbe essere offerto dall'industria del wealth management.