Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.


Ha fatto un affare chi dieci anni fa ha investito in titoli o chi, invece, ha comprato un'opera di un'artista moderno o contemporaneo? Premesso che per acquistare un'azione o un Btp basta qualche centinaio di euro e invece ne occorrono dieci o cento volte più di un'opera di un'artista affermato, l'arte sembra aver vinto la sfida con la Borsa. E il 2013 si è chiuso con risultati che hanno riportato il mercato vicino al picco toccato nel 2007, prima che esplodesse la grande crisi.

L'anno scorso, secondo Arts Economics, le vendite di arte e antiquariato nel mondo sono aumentate dell'8% a 47,4  miliardi di euro, vicino ai 48 del 2007 con un boom per l'arte del dopoguerra e quella contemporanea che con un più 11% hanno toccato il record di sempre nelle vendite all'asta con 4,9 miliardi su circa 10 totali mentre un terzo dei ricavi mondiali proviene dalle fiere e 15-16 miliardi sono stimati per le vendite tra privati con 2,5 miliardi online. E dietro la crescita delle compravendita c'è stata anche quella delle quotazioni. Secondo Artprice, infatti, negli ultimi dieci anni l'arte ha visto incrementare l'indice dei prezzi dell'80%, con in testa il disegno (+ 185%). La pittura è cresciuta del 27%, più o meno come la scultura (28%) ma l'arte contemporanea ha registrato un più 102% e quella moderna (dopoguerra) un rialzo del 76%.

Ovviamente le statistiche vanno prese con prudenza, ricorda Pietro Ripa, investor relation manager di Banca Carige e autore ogni anno dei report (Investire in arte) più autorevoli, anche perché si basano quasi esclusivamente sulle quotazioni delle aste, a cominciare da quelle dei big Christie's e Sotheby's, escludendo fiere, gallerie e privati. Inoltre le performance, aggiunge Domenico Filipponi di Unicredit Private Banking, che consiglia a chi ha robusti patrimoni una diversificazione degli investimenti anche nell'arte, sono calcolate sulla media. E, come avviene con le azioni, se si compra l'opera sbagliata non si beneficia dell'apprezzamento del mercato.

Un mercato dominato (con una quota del 38%) dagli stati Uniti seguiti dalla Cina (24%) e dal regno Unito (20%). L'Italia (con 170 case d'asta, 6mila dealer per un totale di circa 46.500 occupati) vale invece l'1%, pari a 470 milioni che scendono a meno di 100 limitandosi alle aste. Eppure, se per colpa anche delle tasse (Iva) e di una legislazione che frena la compravendita ed esportazione delle opere con più di 50 anni, nel nostro paese, avverte Italo Carli, direttore generale di Axa -Art, non si è avvertita tutta questa euforia, nel mondo c'è una fortissima richiesta del made in Italy dell'arte.