Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

di Marilena Pirrelli, Il Sole 24 Ore - Plus24, 15 febbraio 2014


La Corte di Cassazione di Parigi chiede un'interpretazione autentica alla Corte di Giustizia dell'Unione europea sulla norma  - art.1, paragrafo 4 della Direttiva 2001/84/CE - che prevede che il Diritto di seguito (Dds) sia a carico del venditore. Nell'attuale legislazione francese sulla proprietà intellettuale il versamento del droit de suit compete al venditore, ma le case d'asta molto spesso lo richiedono all'acquirente, previo suo consenso. Il casus belli origina dalla causa intentata dal Syndacat National des Antiquaires (Sna) contro Christie's France relativa all'asta Bergé/Yves Saint-Laurent del febbraio 2009 che poneva in capo al compratore il Dds. Causa arrivata dopo diversi gradi di giudizio in Cassazione. Nel frattempo in Francia Christie's e Sotheby's hanno deciso di non far più pagare il Dds all'acquirente, in linea con il Codice di autoregolamentazione del Conseil des ventes. E in Italia come viene applicata la norma? "Alcune case d'asta - Sotheby's, Christie's e Farsettiarte - nelle condizioni generali di vendita dei cataloghi attribuiscono all'acquirente il pagamento del Dds. Altre come Cambi, Meeting Art, Poleschi, Porro, Von Morenberger, Sant'Agostino, Pandolfini e Fidesarte prevedono che sia il venditore a corrispondere il Dds" spiega l'avvocato Rossella Zollino, avvocato dello studio Cbm & Partners di Milano. Per i galleristi, invece, tocca addirittura versarlo due volte, quando comprano in asta e poi rivendono, ma mai l'associazione delle gallerie italiane si è fatta promotrice di un'iniziativa forte come in Francia portando in tribunale il problema. Insomma ognuno interpreta la regola a suo modo. "Si, il problema sta proprio nel fatto che la legge europea, trasfusa in Italia nell'art. 152, I comma, Legge sul Diritto d'Autore come modificata dal D. Lgs 118/2006, che pone a carico del venditore il Dds, non dice espressamente che la norma è imperativa e quindi non derogabile dalle parti. E questa incertezza dà la giustificazione alle case d'asta di porre il versamento a carico dell'acquirente, previo suo consenso" spiega l'avvocato milanese. "D'altra parte chi è contrario sostiene che se la legge avesse voluto prevedere la deroga avrebbe usato un linguaggio diverso, aggiungendo, per esempio, la formula: salvo diverso accordo delle parti". Alla Corte di Giustizia europea, ora l'interpretazione definitiva della norma. "Senza entrare nei singoli casi, i giudici europei indicheranno il principio che dovrà essere rispettato". Finalmente sarà chiaro se la norma è derogabile con il consenso delle parti oppure no.