Il Tamburino dell’800

In questo spazio la Società di Belle Arti (Vendita quadri 800)segnala alcuni eventi d’arte in corso in Italia e all’estero.
Ad essi si aggiungono notizie più o meno strettamente legate al mondo dell’arte, con una focalizzazione sull’Ottocento; in particolare su collezionismo, quotazioni di mercato, esposizioni, film, moda, spettacolo, critica, cronaca, costume etc. (fonti: “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Giornale dell’Arte”).
Specifico rilievo è riservato ai cataloghi oramai introvabili delle grandi collezioni storiche di dipinti dell’800, smembrate tra le due guerre attraverso vendite all’asta, proponendone immagini significative e stralci d’introduzioni di quei critici, letterati e appassionati - Ojetti, Cecchi, Somaré, Raffaello Franchi etc. – che, tra i primi, hanno contribuito all’affermazione e alla diffusione della pittura dell’800 italiano.
Un angolo dedicato, insomma, ai diversi aspetti della cultura figurativa dell’800, teso a soddisfare alcune curiosità di chi ci segue e di quanti si accingono ad accostarsi al collezionismo della pittura dell’800 del periodo postrisorgimentale.

da Il Giornale dell'Arte, marzo 2014

VITTORIO SGARBI


- Il nuovo ministro deve recepire la prima felice intuizione del suo predecessore che, come primo atto di Governo, si recò all'Aquila. L'emergenza della ricostruzione è il principale atto qualificante dello Stato, sotto qualunque Governo. Nel caso di Franceschini, e in una situazione meno drammatica, c'è anche quello di uscire dall'immobilismocolpevole, soprattuttoper ciò che riguarda i monumenti, dopo il terremoto dell'Emilia Romagna e della Lombardia. La restituzione o la ricostruzione del patrimonio monumentale non può che essere la priorità per il ministro dei Beni culturali.  Bray, il primo giorno del suo mandato, ando a L'Aquila. Franceschini, anche più facilmente, dovrà andare, da ministro, a Ferrara.

- Preso atto della consapevolezza che il Mibact è il principale ministero economico, perseguire l'obiettivo della fusione con il Ministero dell'Economia, e quindi del patrimonio reale, con l'obiettivo di istituire il Ministero del Tesoro dei Beni culturali. Obiettivo necessario, anche se in tempi non brevi, ma occorre iniziare a diffonderne la consapevolezza e la necessità.

- Restituire pienamente la funzione pedagogica e formativa dell'arte. Stabilire, contro ogni equivoco strumentale, la gratuità dei musei pubblicicome luoghi di educazione e formazione. Potenziare, contestualmente, le struture di servizio: mostre temporanee, incontri culturali, animazioni, attività teatrali,  disponibilità degli spazi alla promozione delle imprese, dialogo con il mondo della moda, alla pari, ristoranti, librerie, punti vendite, in condizioni e situazioni più invitanti, a partire da una nuova rimodulazione degli orari come per il teatro e per il cinema.  Apertura dalle 17 alle 24 per tutti i musei statali, apertura dalle 10 alle 14 soltanto per i musei principali nelle città dei poli museali: Venezia, Firenze,Roma, Napoli e anche Milano e, in alternativa, per i musei con minore afflusso, apertura mattutina per scolaresche e gite organizzate.  I cittadini debbono poter visitare gratuitamente, quando ne hanno il tempo. Prenotazioni e pagamento negli orari di chiusura tra le 14 e le 17 e tra le 24,00 e le 2,00. Non sembri strano: i giovani vanno in discoteca, ma non hanno alternativa se i musei sono chiusi. Brera potrebbe concorrere con l'Hollywood.

- Occuparsi della tutela delle città rispetto all'interventismo insensato degli enti locali, con la trasformazione distruttiva di spazi urbani e l'abbattimento di edifici preesistenti. Emblematico il caso di piazza Verdi a La Spezia. Ma anche l'Ara Pacis, la piazza di colle Val d'Elsa, le scuole lambruschine a Figline e altri orrori.

-Restituire autonomia finanziaria ai grandi istituti museali. Riformare l'articolazione delle Soprintendenze, rivederne le funzioni, riaccorpando le Soprintendenze ai Beni architettonicicon quelle per i Beni artistici sotto la guida di un soprintendente storico dell'arte. Come si sa e come si vede, pitture e sculture convivono con le architetture nel Refettorio, con l'Ultima Cena di leonardo, nella Certosa di Pavia, nel Tempio Malatestiano, nella Cappella Brancacci, in san francesco ad Arezzo, in Palazzo pubblico a Siena, nella Cappella degli Scrovegni e in migliaia di monumenti civili e religiosi d'Italia.


- Il ministro deve dotarsi, tra i suoi principali collaboratori (Capo di Gabinetto, Direttore generale, consiglieri personali) di storici dell'arte  e non solo di architetti e amministrativi, pur tecnicamente utili. Eviterà con ciò acquisti sbagliati, come il celebre Crocifisso attribuito a Michelangelo e molti altri passati sotto silenzio ma non meno utili.

- Moltiplicare i vincoli architettonici e trasformare le notifiche sui Beni mobili da vincoli di polizia a vincoli di conoscenza, dotando ogni opera d'arte, dagli anni 80 in su, di una vera e propria carta d'identità come le persone e come la targa e il libretto di circolazione per le automobili che sono certamente beni meno importanti. La notifica deve avere carattere europeo e non essere limitata ai confini d'Italia, senza controllo, consentendo la libera circolazione delle opere come per le persone, e mantenendo il diritto di prelazione tra i privati per ogni transazione anche senza il limite fisico territoriale. Che un privato abbia l'opera notificata e cioè conosciuta, in casa sua a Bergamo o a Vienna, poco importa; importa che lo Stato possa comprarla come può acquistare sul mercato internazionale. L'unico vincolo serio è quello della conoscenza.

-Istituire, nella consapevolezza di un nuovo rapporto tra pubblico e privato, e anche per le riconosciute benemerenze nella ricerca degli antiquari, una commissione mista sulla circolazione delle opere per ridare vita a un mercato mortificato rispetto alle altre nazioni europee. E non si dica che sono per noi più forti i rischi, perchè da 50 anni sono molte più le opere che entrano in Italia di quelle che escono, grazie a un collezionismo esteso e qualificatissimo, omologando nei principi e nel rispetto l'arte antica e l'arte contemporanea.  Il ministro osservi che il trittico di bacon recentemente venduto sul mercato internazionale a 150 milioni di dollari, proveniva dall'Italia. Niente di male.
 Un altro ne entrerà.

-Definire un percorso di identificazione del patrimonio archeologico privato con la richiesta, senza conseguenze penali, di una  "declaratio" che consenta di valutare l'imporatnza dei reparti per classificarli ed eventualmente notificarli o acquisirli, al di là della mera confisca  anche di oggetti irrilevanti o irrelati.  La catalogazione di tutti, e la conoscenza di ciò che è sommerso, sono più importanti anche per gli eventuali vincoli del sequestro, inteso come misura meramente punitiva da cui si sfugge occultando i beni.  Si presume in numero di milioni dal sequestro, spesso episodico, di materiale poco rilevante.

-Acquisire la Collezione Torlonia alpatrimonio dello Stato e dotarla di un museo d'importanza pari alle collezioni dei musei vaticani e dei musei Capitolini: 630 culture. E, parallelamente, restituire, con un corcordato tra la proprietà e lo Stato, il più bel sito di Roma moderna, Villa Albani, alla pubblica conoscenza.